La lezione di Bilbao: investire in cultura

Recentemente mi trovavo a Bilbao per condurre un seminario sulla comunicazione politica. Nell’occasione potei scoprire la città, la sua società e la sua antica storia, orgogliosamente radicata sia nella sua gente che nelle sue istituzioni. Una storia moderna però tristemente intrisa di divisioni, terrorismo dell’ETA e un desiderio innato di indipendenza dalla monarchia Spagnola. Benché ora Bilbao sia prospera, a inizio anni ‘90 l’economia era a pezzi per una grave crisi industriale.

Cosa fece dunque il governo locale? Una “pazzia”: Investirono €20milioni per fondare Il Guggenheim, un museo rivoluzionario per architettura e concetto. L’idea ebbe numerose critiche ma i baschi avevano una visione: riattivare il proprio circolo culturale e reinventarne l’economia. Non si focalizzarono inutilmente sul passato ma guardarono al futuro.

Una visione che va al di là dei numeri e si concentra sulle risorse più importanti della società: capitale umano e coinvolgimento civico. Le critiche vennero rapidamente interrotte da un indotto di €635 milioni nel biennio 1998-2000 e numerosi premi internazionali.

Noi abbiamo già il nostro Guggenheim, si chiama Terme Berzieri. una “pazzia” che portò l’arte siamese nel mezzo dell’Emilia. All’epoca, fu la consapevolezza che lo sforzo del singolo ridà linfa alla città a trasformare ogni cittadino in ambasciatore della stessa. Siamo noi che dobbiamo proporre idee e cooperare alla valorizzazione dell’edificio senza aspettare la provvidenza istituzionale. Giriamo pagina sui tempi che furono e scriviamo, insieme come ambasciatori, il nostro futuro.

Pubblicato il 24 febbraio 2018 su La Gazzetta di Parma

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