marcoRecorder

Disruptiveness matters

Questo articolo é stato originalmente pubblicato su Salsomaggiore e dintorni

Sono ormai diversi anni che ho lasciato Salso. Torno giusto ogni tanto a Pasqua, Natale e qualche fine settimana durante l’anno. Questo mio andare e tornare mi aiuta però a notare in maniera ancora più netta il declino che la mia città sta subendo negli ultimi due lustri. I turisti che non tornano più, gli alberghi che chiudono, i bar e ristoranti che non ce la fanno ad affrontare la stagione e le terme che stanno andando in rovina.

D’accordo, c’è stata una grande crisi che ha ridimensionato le spese delle famiglie della zona, ci sono state pessime amministrazioni comunali ed una mancata politica di rinnovamento che sta permettendo ad una ridente città come Salsomaggiore di morire piano piano. Peccato che i miracoli amministrativi siano molto rari e la risurrezione sia difficile se non si interviene in tempo.

Un fattore che mi sdegna in particolar modo, in concomitanza alla mancata rivalutazione del territorio, è la cattiva manutenzione delle strutture che già possediamo e che potrebbero essere utilizzate molto meglio a favore del cittadino. Voglio portare come esempio il degrado dei campetti da calcetto.

Innanzitutto, mostro questo esempio per il valore affettivo che nutro verso questi. Tutta la mia infanzia fino all’età adulta si è consumata passando sabati e domeniche a fare infiniti tornei alla Bertanella, al Don Bosco, a Sant’Antonio. Era un’attività salubre, una competizione sana che riuniva tutte le compagnie di Salso e fuori, che solidificava amicizie e rinnovava sfide nel tempo. Pomeriggi passati a cercare di migliorarsi, a sfogarsi, a sudare via i compiti in classe, le interrogazioni e le alzatacce della settimana trascorsa. Non scordiamoci che in questi campetti sono pure cresciuti giovani che hanno fatto strada come calciatori, uno su tutti Giuseppe Rossi.

Cos’è successo a questi campetti? Come ho potuto verificare di persona, sono tutti in disuso e, nella maggior parte dei casi, in avanzato stato di degrado. Approssimativamente ci sono una decina di campi liberi nel comune di Salso ma nessuno è praticabile. Quasi sempre mancano le reti della porta, quasi sempre le recinzioni sono mancanti o insufficienti a prevenire che il pallone vada a finire nel Ghiara o contro auto e abitazioni. Quasi tutti non si attengono agli standard di sicurezza, con chiodi e viti sporgenti e porte non assicurate al terreno.

Il paradosso più grande è quello che riguarda il campo di via Andrea Costa. Costruito 13-14 anni fa, adesso è senza porte, senza canestri, con le reti di protezione completamente distrutte ma, inspiegabilmente, da anni rimane illuminato tutta la notte… alla faccia del contenimento degli sprechi! Oppure il campo della chiesa di Tabiano, costruito sulla collinetta che porta all’entrata della chiesa e praticamente senza recinzioni. E che dire della Bertanella? La parte che da sul Ghiara è completamente aperta. Chi ci va a giocare sapendo che la palla finirà in fiume dopo due tiri?

L’amministrazione non sfrutta queste risorse che richiederebbero un investimento minimo ed aiuterebbero i ragazzi, spesso accusati di stare sempre davanti a Facebook o alla televisione la domenica pomeriggio, a ritrovare un’attività sana ed intelligente. Le cooperative giovanili e i centri estivi per bambini potrebbero riutilizzarle per altre attività ludiche e si recupererebbe un luogo sportivo come punto d’incontro fra giovani appassionati.

La soluzione? Innanzitutto è meglio avere “una” struttura completamente praticabile piuttosto che dieci inutilizzabili. Un’azienda di costruzioni potrebbe dare l’esempio. In cambio di uno sponsor o di un riconoscimento, e con l’aiuto di un’agevolazione comunale, questa potrebbe occuparsi della risistemazione di un campo con un investimento irrisorio.

Inoltre, il comune può impegnarsi a nominare un custode volontario per alcune di queste strutture. La solidarietà è una nostra dote come emiliani e trovare una minima attività di volontariato sicuramente non sarebbe difficile.

La cattiva manutenzione di queste strutture rappresenta la cattiva amministrazione di questa città

La cattiva manutenzione di queste strutture rappresenta la cattiva amministrazione di questa città

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8 thoughts on “Salviamo i campetti di Salso!

  1. maurigno says:

    Un articolo interessante Marco, il problema è che questa è una piccola fetta dei problemi di Salso come hai scritto tu. Però ti posso dire questo,il campetto da basket sopra al Palazzetto dello sport anche quello non lo cura nessuno a parte quelli che ci giocano che si sbattono comprando retine nuove e aggiustando il ferro e il tabellone che a volte si rompono. quindi basterebbe un pò di buona volonta da parte Ns. Questa era solo la mia opinione, un saluto Mauro

    1. marcoRecorder says:

      Ciao Mauro, grazie del comment. Si, in effetti quello dei campetti é un problem ache riguarda altre infrastrutture sportive e non solo. Penso che ha Salso ci sia buona volontà civica e civile ma la mancanza di organizzazione non ne permette l’espressione.

  2. Davide says:

    Manca quello in spumarina, credo che sia il peggiore di tutti…e quando ero ragazzino io rischiavi di dover fare la fila se volevi andare a giocarci

    1. marcoRecorder says:

      La fila si faceva in tanti campi Davide. Saro’ nostalgico ma non é normale che in cosi poco tempo questo trend sia cambiato cosi tanto.
      Spero il comune si prodighi in un’azione sincera al riguardo.

  3. luca says:

    la tua idea mauro è giusta ma allora sarebbe meglio che il comune (visto che non ha nessun riguardo per queste strutture) le dia in “gestione” a cooperative od organizazzioni create da noi giovani che con una piccola quota o adesione possa fare manutenzione ed usufruirne quando desidera. Creando poi, perchè no, tornei estivi di calcio o basket tra i vari quartieri o zone di Salso..PARMO

    1. marcoRecorder says:

      Parmo, la tua è un’idea interessante, anche se non credo che l’estrema privatizzazione di strutture attualmente pubbliche in una piccola cittadina possa funzionare sul lungo termine. Mi piace l’idea della gestione cooperativa senza fini di lucro.

  4. Ciao Marco, sono Alessandro Pedretti (Pedro) di Salso e ti scrivo in risposta a quanto letto nell’articolo trovando la questione “campetti” di grande interesse per le attività di Sport University associazione sportiva creata da me insieme ad altri esperti in Scienze Motorie e Sportive a Salsomaggiore proprio per affrontare anche questi tipi di problemi relativi allo sport e alla pratica dell’attività motoria a Salsomaggiore (per tua conoscenza http://www.sportuniversity.it).
    Già dalla nostra fondazione (Agosto 2011) ci siamo posti il “problema campetti” e se devo essere sincero sono uscite parecchie idee per la ri-qualificazione delle aree gioco-sport-tempo lbero da te mostrate nelle immagini, che purtroppo ci riconducono a una dura realtà. Evitando piagnistei, accuse e colpe passate, l’unica motivazione che ci fa sentire in dovere di fare qualcosa è trovare idee (attuabili e sostenibili) per affrontare il problema e nel lungo termine risolverlo.
    Essendo un’associazione ormai abbastanza radicata e conosciuta nel territorio, potremo essere punto di partenza per attivare idee e proposte concrete sfruttando anche le nuove elezioni comunali di maggio 2013.
    In altri paesi come Olanda e Paesi del Nord si possono prendere spunti interessanti per una riqualificazione, ma soprattutto una gestione accurata di tali strutture, per esempio con i progetti “Active City” proposti anche in Italia in via sperimentale in comuni come Casalecchio di Reno. Oppure con il progetto “Campi Crujf” con il quale la Fondazione Crujf ha riqualificato moltissimi campetti olandesi (probabilmente lo saprai meglio di me!)
    La disponibilità per fare c’è, la volontà anche. Si tratta di trovare le risorse umane per affrontare il problema e di capire come intervenire concretamente. Una domanda: l’UE appoggia questi tipi di progetti? Se si in che modo e in quale settore di competenza?
    A presto
    Alessandro

    1. marcoRecorder says:

      Caro Pedro,
      Mi fa molto piacere sapere di questa iniziativa!
      Per quanto riguarda gli aiuti comunitari, l’UE ha creato in tutta Europa dei punti di informazione che possono aiutarti per rispondere a questioni tecniche come quella che mi hai posto. Questi punti si chiamano “Europe Direct” e sono li per ascoltare le domande dei cittadini sul funzionamento dell’Unione europea con una particolare competenza sul lavoro della Commissione europea.
      Cerca un punto su questo sito http://europa.eu/europedirect/meet_us/interactive_map/italy/index_en.htm e contattali. Sono sicuro ti sapranno aiutare!

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